Villa sul Garda
La residenza si inserisce nel declivio che scende verso il lago di Garda come un sistema architettonico orizzontale, concepito per instaurare un rapporto misurato con il paesaggio. La scelta di sviluppare l’abitazione su un unico livello non risponde a un’intenzione formale, ma a una precisa strategia progettuale: un piano abitato continuo che segue la morfologia del terreno e orienta gli ambienti verso la luce naturale e le visuali aperte.
L’organizzazione degli spazi interni è affidata a dispositivi architettonici più che a partizioni convenzionali. La zona giorno e la cucina sono separate da una parete attrezzata su disegno che integra funzioni, impianti e arredi, mantenendo una lettura fluida degli ambienti. Questa soluzione consente di liberare il fronte vetrato da elementi interferenti e di rafforzare il dialogo visivo con l’esterno. La zona notte, dominata dalla camera padronale, conserva la stessa apertura controllata verso il lago, mentre sul fianco dell’abitazione la zona relax e la sala biliardo definiscono uno spazio più riservato, destinato ad accogliere elementi d’arte e di design.
In un edificio di questo tipo, l’involucro assume un ruolo centrale nella definizione dell’equilibrio tra architettura, prestazioni e comfort abitativo. Le ampie superfici vetrate sono risolte attraverso alzanti scorrevoli su misura della linea Intesa Minimal Panorama, configurati con ante fisse e scorrevoli su un’unica via. Questa scelta progettuale consente di governare il disegno della facciata e di mantenere una continuità visiva efficace, richiedendo al contempo un controllo rigoroso delle dimensioni e delle sollecitazioni in gioco.
Le aperture in facciata raggiungono uno sviluppo complessivo di circa 12 metri a tutta altezza (2700 mm), articolate in moduli scorrevoli da 3 metri ciascuno, con elementi caratterizzati da masse e pesi significativi. La scala dell’intervento ha imposto un approfondimento specifico non solo del sistema finestra, ma anche dei nodi strutturali e delle modalità di posa, con l’obiettivo di garantire stabilità, precisione e affidabilità nel tempo.
Il corretto funzionamento degli alzanti scorrevoli è assicurato da una struttura di supporto in cemento armato collocata sotto la soglia, progettata per trasferire i carichi e preservare le prestazioni del sistema nel lungo periodo. In fase di coordinamento con il progetto architettonico, anche la struttura del portico è stata ripensata, con lo spostamento dei pilastri al di fuori del fronte vetrato, alleggerendo la percezione della facciata e rafforzando la relazione diretta tra interno ed esterno. Il nodo fisso–scorrevole diventa così parte integrante dell’impianto architettonico: le ante fisse contribuiscono alla stabilità e alla chiarezza del fronte, mentre i montanti angolari sono dimensionati in funzione delle battute e dei dispositivi di controllo del movimento, a garanzia di sicurezza, durabilità e qualità d’uso quotidiano.
Particolare attenzione è riservata al nodo inferiore dell’involucro. Le soglie sono integrate nella stratigrafia del pavimento, con allineamento delle quote tra interno ed esterno, assicurando una continuità a filo che elimina dislivelli percepibili e rafforza la connessione tra spazio abitato e terrazza. In questo punto si concentrano scelte tecniche legate a drenaggio, isolamento e tolleranze esecutive, determinanti per la qualità dello spazio e per l’esperienza dell’abitare nel tempo.
La combinazione di legno e alluminio con finitura antracite, insieme a pietra e marmo, dialoga con il verde circostante e con il disegno dei serramenti, contribuendo alla definizione di un insieme coerente. L’involucro non si sovrappone all’architettura, ma ne diventa parte integrante, lavorando per precisione e controllo piuttosto che per accumulo di elementi. Il progetto si distingue così per la capacità di integrare scelte architettoniche e risoluzione di nodi tecnici concreti, costruendo la propria qualità nel continuo confronto tra disegno e costruzione.
Sistema utilizzato per questo intervento: Intesa Minimal Panorama





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